Specie target
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Berta minore
( Puffinus yelkouan )Specie tipicamente pelagica, trascorre gran parte della vita in mare aperto nutrendosi di piccoli pesci e cefalopodi. Nidifica in colonie sulle coste alte e rocciose delle isole più lontane dalla terraferma, utilizzando cavità naturali, grotte e fessure nella roccia. Depone un solo uovo all’anno e mostra una forte fedeltà al sito riproduttivo e al partner.
Le colonie ricadono spesso in aree tutelate della Rete Natura 2000. La specie è minacciata dal deterioramento dell’habitat presso i siti di nidificazione, dal disturbo antropico e dall’inquinamento luminoso che disorienta i giovani. Particolarmente impattante è la presenza del ratto nero (Rattus rattus), che preda uova e pulcini compromettendo il successo riproduttivo.
Ulteriori pressioni derivano dalle catture accidentali nelle attività di pesca (bycatch), dalla riduzione delle risorse trofiche e dall’inquinamento marino. È classificata come Vulnerabile (VU) nella Lista Rossa IUCN ed è tutelata dalla Direttiva Uccelli. Interventi di conservazione, come ad esempio l’eradicazione del Ratto nero operata in varie isole del mediterraneo anche attraverso diversi progetti LIFE, sono essenziali per la sua sopravvivenza.
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Ph. Adriano De FaveriBerta maggiore
( Calonectris diomedea )Uccello marino pelagico che nidifica nel bacino del Mediterraneo, trascorrendo la maggior parte della vita in mare aperto dove si nutre di pesci e cefalopodi. Forma colonie riproduttive su falesie rocciose, isole e isolotti, utilizzando grotte e cavità naturali al riparo dai predatori. Depone un solo uovo all’anno e mostra elevata fedeltà al sito di nidificazione. Le colonie ricadono spesso in aree tutelate della Rete Natura 2000.
La specie è minacciata dal prelievo illegale di uova, dalla perdita e dal deterioramento dell’habitat idoneo e dal disturbo antropico nei siti riproduttivi. Particolarmente impattante è la presenza di predatori terrestri introdotti, come ratti e gatti, che si nutrono di uova e pulcini compromettendo il successo riproduttivo.
Ulteriori pressioni derivano dalle catture accidentali nelle attività di pesca (bycatch), dall’inquinamento luminoso e dalla riduzione delle risorse trofiche. La Berta maggiore è tutelata dalla Direttiva Uccelli ed è oggetto di interventi di conservazione in diversi siti mediterranei.
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Uccello delle tempeste mediterraneo
( Hydrobates pelagicus melitensis )Piccolo uccello marino pelagico, endemico del Mediterraneo, trascorre la maggior parte della vita in mare aperto nutrendosi di plancton, piccoli pesci, crostacei e cefalopodi. Nidifica in colonie nelle grotte e nelle fessure delle coste alte e rocciose delle isole più lontane dalla terraferma, scegliendo cavità buie e difficilmente accessibili. Depone un solo uovo all’anno e mostra elevata fedeltà al sito riproduttivo.
Le colonie ricadono spesso in aree tutelate della Rete Natura 2000. La specie è minacciata dall’inquinamento marino, dalla riduzione delle risorse ittiche e dal disturbo antropico nei siti di riproduzione, in particolare per la frequentazione notturna delle coste.
Particolarmente impattante è la predazione da parte del ratto nero (Rattus rattus), che compromette il successo riproduttivo predando uova e pulcini. Ulteriori pressioni derivano dall’inquinamento luminoso, che disorienta gli adulti e i giovani durante le fasi di ingresso e uscita dalle colonie. È tutelato dalla Direttiva Uccelli ed è oggetto di interventi di conservazione in diversi siti mediterranei.
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Grillo testone
( Brachytrupes megacephalus )Raro ortottero endemico del Mediterraneo, presente in Europa in Sardegna, Sicilia, isole minori siciliane e Malta, oltre che nel Nord Africa. Vive in ambienti sabbiosi costieri, dune e retro-dune ben conservate, dove scava profonde gallerie nel terreno che utilizza come rifugio e sito riproduttivo.
Specie prevalentemente notturna, si nutre di materiale vegetale e piccoli detriti organici. La sua presenza è strettamente legata alla naturalità e alla stabilità delle dune, habitat tutelati dalla Rete Natura 2000.
La popolazione europea è in declino a causa della perdita e frammentazione degli ambienti sabbiosi dovute all’urbanizzazione costiera, al calpestio, all’uso di mezzi fuoristrada e alla pulizia meccanica delle spiagge. Ulteriori minacce derivano dal disturbo antropico e dal degrado della vegetazione dunale. La conservazione di questo grillo dipende dalla tutela e dal ripristino degli ecosistemi dunali mediterranei.
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Lucertola maltese
( Podarcis filfolensis )Piccola lucertola endemica dell’arcipelago maltese, adattata a climi aridi e ambienti aperti tipici del Mediterraneo. Vive nella macchia mediterranea, in aree rocciose costiere e interne, ma anche tra coltivazioni tradizionali, muretti a secco, giardini e pertinenze delle abitazioni.
Specie diurna e territoriale, si nutre principalmente di insetti e altri piccoli invertebrati. La sua presenza è legata alla conservazione di habitat naturali e seminaturali, spesso inclusi in siti della Rete Natura 2000. Mostra una buona capacità di adattamento agli ambienti antropizzati, purché mantengano elementi strutturali idonei come pietraie e vegetazione spontanea.
La principale minaccia è rappresentata dall’introduzione di specie aliene, in particolare predatori e competitori che ne alterano l’equilibrio ecologico. Ulteriori pressioni derivano dalla frammentazione degli habitat e dall’urbanizzazione. La tutela degli habitat e il controllo delle specie invasive sono fondamentali per la conservazione della specie.
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Geco europeo
( Euleptes europaea )Piccolo geco endemico del Mediterraneo occidentale, presente in ambienti costieri rocciosi, isole e isolotti, dove trova rifugio in fessure della roccia e muretti a secco. Specie notturna e schiva, si nutre di piccoli insetti e altri invertebrati. È strettamente legato ad habitat naturali ben conservati, spesso ricadenti in siti della Rete Natura 2000, e mostra scarsa capacità di dispersione.
La riproduzione avviene in cavità protette, con la deposizione di poche uova in microambienti umidi e riparati. La specie è particolarmente sensibile al disturbo antropico e alla degradazione degli habitat costieri. Tra le principali minacce vi sono l’urbanizzazione, la frequentazione turistica delle coste rocciose e l’introduzione di predatori alloctoni, come ratti e gatti.
La conservazione del geco europeo dipende dalla tutela delle scogliere, dei muretti a secco e degli ambienti insulari poco alterati.


